Coltivazione della Canapa in Italia e in Europa

medicina green

La coltivazione della canapa, dovuta alla riscoperta, in quasi tutta Europa, di questa specie vegetale, sin dai primi anni ’90, ha preso, ultimamente, sempre più piede, ottenendo anche un contributo e degli aiuti governativi, proprio da parte dell’Unione Europea, per le piantagioni di canapa.

Allo stesso modo, lo sviluppo di nuovi tipi di tecnologie per l’estrazione dalla pianta, della fibra di canapa, ha fatto si che, specialmente negli ultimi anni, la coltivazione della canapa diventasse sempre più frequente.

A fine articolo potrai scoprire 3 fattori principali da tenere in considerazione per effettuare la migliore†scelta della varietà, se si decide di intraprendere la coltura della canapa per curarti con un dei migliori rimedi naturali al mondo.

COLTIVAZIONE CANAPA IN EUROPA

Nei primi anni í80, la canapa veniva coltivata solo in Francia. Solo successivamente, dal 1986, anche la Spagna iniziÚ la produzione di tale specie vegetale, seguita, a sua volta, dal Regno Unito (nel 1993), dall’Olanda e dall’Austria (nel 1995) e dalla Germania, come fanalino di coda (nel 1996): una diffusione, quindi, notevolmente estesa che fece aumentare, di ben otto volte, la superficie coltivata a canapa sul territorio europeo.

COLTIVAZIONE DELLA CANAPA IN ITALIA… LA SITUAZIONE?

In Italia, la canapa, si è diffusa come coltura, solo dal 1999 in poi, nonostante fosse presente già trent’anni prima degli altri Stati Europei e, insieme alla Russia, uno dei paesi con la maggiore superficie coltivata, nonché il secondo per la qualità delle fibre ottenute.

Questo ritorno alla coltivazione della canapa, pertanto, è avvenuto sulla base di una tradizione che ha avuto origine nel passato, seppur con tutte quelle innovazioni agricole e tecnologiche che hanno migliorato di gran lunga il procedimento per la creazione della fibra e dei successivi filati, dei cordami e tessuti prodotti, con l’impiego di una quantità minore di manodopera.

Adesso, infatti, le fasi della post-produzione della canapa vengono affidate all’industria e, per questo motivo, al giorno d’oggi, è possibile ricavare non solo la cosÏ detta fibra lunga ma anche altri 4 nuovi prodotti semilavorati che vengono poi trasformati in un gran numero di prodotti finiti.

FIBRA LUNGA

Dalla fibra lunga, infatti, Ë possibile ricavare tessuti per l’abbigliamento e per l’arredamento, ma anche corde e tappeti.

FIBRA CORTA

Dalla fibra corta si ottengono, invece, prevalentemente, carta e feltri isolanti.

CANAPULO

Dal canapulo si ottengono pannelli isolanti, particolarmente usati nel campo dell’edilizia in un periodo, come quello odierno, in cui spopolano i materiali sostenibili, per la riqualificazione e il efficientamento energetico degli edifici esistenti o per quelli di nuova costruzione, in alternativa ai materiali di produzione chimica, particolarmente tossici per l’uomo e dannosi per l’ambiente, come la lana di vetro o l’amianto, quest ultimo ormai vietato in molti paesi dell’Unione.

SEMI DI CANAPA

Infine dai semi si ottiene il cosÏ detto olio di semi di canapa, particolarmente utilizzato come olio alimentare, nel settore cosmetico, come additivo per vernici e resine ma anche come farmaco sperimentale, nel settore medico, e in particolare per la cura di particolari tipologie antinfiammatorie.

Di cosa ha bisogno, però, dal punto di vista climatico, la coltivazione della canapa?

Continua a leggere l’articolo e visita il sito Curarsi al naturale per restare sempre informato sui migliori prodotti naturali efficaci.

COLTIVAZIONE DELLA CANAPA ñ QUALE CLIMA SCEGLIERE?

A causa del suo breve ciclo vegetativo, la canapa ha la capacità di adattarsi ai climi più diversi, da quelli freddi del nord Europa, a quelli pi˘ mediterranei, nel sud.

Il clima più favorevole, però, resta comunque quello caldo e umido delle regioni più temperate, dato che la germinazione del seme avviene, in genere, alle temperature di 8-10° C.

LA FIORITURA

La fioritura, invece, risulta essere efficace ad una temperatura introno ai 20° C mentre la maturazione del seme necessità di temperature via via crescenti.

Le giovani specie, pur resistendo a gelate tardive, vengono, invece, danneggiate sia dai freddi autunnali che da eventuali caldi precoci e fortemente umidi, dato che dispongono le piante ad una prematura fioritura, non permettendone una crescita in altezza.

Nota bene

Eí necessario, inoltre, per un’adeguata salute della pianta stessa, evitare i ristagni di acqua nel terreno che, invece, deve essere il più permeabile possibile: il permanere, infatti, dell’acqua sul terreno ne soffoca le radici causandone la morte.

PER QUANTO RIGUARDA, INOLTRE, LA SCELTA VARIETALE, SE SI DECIDE DI INTRAPRENDERE LA COLTURA DELLA CANAPA, OCCORRE TENERE DI TRE FATTORI PRINCIPALI:

1. la presente sia della normativa della Comunità Europea (allegato XII del Reg. CE 1251/1999 e successive modifiche) che elenca le varietà di canapa ammesse alla coltivazione sul territorio degli Stati Membri.

2. la reperibilità dei semi che risulta essere, oggi, ridotta rispetto al passato a causa dei lunghi decenni di abbandono di tale coltivazione. Delle varietà ammesse dal regolamento di cui al punto 1, sono poche quelle che è possibile, davvero, trovare sul mercato. Le varietà italiane, infatti, sono davvero difficili da trovare mentre, le più diffuse, sono quelle francesi dato che, oltralpe, la produzione non risulta mai essere stata sospesa nel corso degli anni. Proprio in Francia, inoltre, si è provveduto ad effettuare una particolare selezione varietale in modo da organizzare e migliorare la produzione delle varie specie di canapa.

3. la scelta della varietà da coltivare, in base al prodotto finale che si vuole ottenere e alla quantità di prodotto richiesto. Quando si vuole ottenere, infatti, una fibra lunga o corta ma di qualità, è indispensabile ottenere piante giganti e quindi operare una scelta della varietà tra quelle che presentano tale caratteristica.

Qualora, invece, si intenda produrre sia seme che fibra, sono da preferire le specie di canapa monoica ovvero quelle così dette “portaseme” che sono caratterizzate da un più contenuto sviluppo in altezza e che ne facilità l’operazione di potatura.

IL RACCOLTO DELLA CANAPA

Fermo restando, quindi, che il clima e le varietà colturali giocano un ruolo fondamentale nel risultato finale, è importante, infine, ricordare che anche il tempo di raccolta, affidata al coltivatore, ne determina la crescita ottimale e, dunque, anche la qualità del prodotto estratto.

Il ritardo o l’anticipo di questa lavorazione, può portare ad ottenere fibre troppo sottili, chiare, poco resistenti, scadenti come qualità (se raccolte in anticipo) o, viceversa, fibre troppo scure, grossolane, grezze e con presenza di molta stoppa (se raccolte in ritardo).

Quindi, l’empatia uomo-pianta diventa, comunque, elemento imprescindibile per la buona riuscita della coltura e, nonostante i mezzi tecnologici e il settore industriale, che tanto contribuiscono a facilitarne il lavoro di coltivazione, raccolta, estrazione e produzione dell’elemento finito, nessuno di questi fattori potrà mai sostituire la preziosa mano dell’uomo.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*