Start Up: cosa sono business model e business plan

Come sostiene il noto imprenditore ed informatico inglese Paul Graham, “una Start Up è una società nata per crescere velocemente”; il suo destino non è, quindi, quello di rimanere tale per sempre.

Nel momento in cui nasce, o sta per farlo, però, è indispensabile che sia dotata di un apposito progetto la cui definizione va messa davvero nero su bianco.

Parliamo del business plan, indispensabile specialmente se si ha la necessità di accedere a qualche finanziamento per iniziare un progetto.

A questo, però, deve accompagnarsi obbligatoriamente un business model che, per la sua caratteristica di dinamicità, è molto più adeguato a seguire la crescita della tua Start Up: se hai difficoltà nell’elaborazione dei due modelli, puoi avvalerti di una consulenza per PMI e Start Up  che ti aiuterà ad individuare gli obiettivi e a raggiungerli tramite l’acquisizione di nuove tecniche e strumenti.

Tuttavia, bisogna aver ben chiara le differenze tra le due tipologie di modello: scopriamo insieme quali sono.

Il business plan nel lancio di una Start Up: cosa devi sapere

Il business plan è tra i primi documenti che accompagnano la nascita di una Start Up.

La sua principale funzione è quella di fornire una visione d’insieme di quello che è il tuo progetto, di quella che è l’innovazione che intendi portare sul mercato.

Ricordiamo, difatti, che proprio l’innovazione intrinseca è una delle principali caratteristiche di una start Up.

Si tratta, in generale, di un piano con il quale andremo a simulare come poi funzionerà, nella realtà, la nostra impresa andando a prevedere cosa accadrà nel momento della realizzazione effettiva del progetto.

Tra l’altro, è importante aggiungere che questa simulazione si baserà sempre su delle ipotesi, mai su dati reali.

Ed ecco il primo grande limite del business plan: la staticità che lo rende vulnerabile nel momento in cui entrerai in contatto con il mercato imprenditoriale (quindi con il consumatore, con i fornitori e via discorrendo).

Nonostante queste limitazioni, è indispensabile che tu preveda un business plan per la tua start Up.

Questo, infatti, ti verrà richiesto nel momento in cui vorrai accedere ad una qualsiasi forma di finanziamento per iniziare il tuo progetto.

Sarà utile, difatti, agli enti erogatori conoscere la descrizione del progetto stesso, le tue esperienze, le analisi sui mercati potenziali, sui concorrenti, sui ritorni che prevedi di ottenere da ogni azione promozionale, sul piano di fattibilità economica, sui fabbisogni finanziari e quant’altro.

Il business model: un elemento strategico indispensabile

Se il business plan è importante prima del lancio della tua Start Up, il business model lo sarà anche successivamente.

Si tratta di un modello di recente introduzione – primi anni Duemila – che, contrariamente a quanto avviene con il business plan, si concentra essenzialmente sul cliente, prendendo spunto da quella che sarà la realtà effettiva all’interno della quale l’azienda andrà a muovere i suoi primi passi.

Nel business model sono contenute, infatti, quelle che sono le aspettative dei clienti rispetto alla tua Start Up, le indicazioni sul come potrai muoverti per accontentarli, le idee dei clienti stessi sul tuo progetto e le cifre che sono disposti a pagare per poterne usufruire.

Da qui possiamo definire quella che è la principale differenza tra un business plan e un business model: il primo ti consentirà di avere accesso ai finanziamenti da parte di banche ed enti accreditati, mentre il secondo ti darà un’idea di come potrai muoverti, in seguito, per ottenere denaro (quindi guadagno) dai clienti finali.

Detto questo, come si realizza un business model per la nostra Start Up?

Sono 9 i punti che non dovranno assolutamente mancare e ciascuno dovrà rispondere a specifiche domande:

  • segmenti di clientela – sezione in cui dovremo indicare chi saranno i nostri clienti, a quale target vogliamo rivolgerci;
  • valore offerto – dove spiegheremo la soluzione che intendiamo portare sul mercato con il nostro progetto chiarendo quali sono i bisogni della clientela che andremo a soddisfare;
  • canali – ovvero i mezzi che useremo per informare la nostra potenziale clientela;
  • relazioni con i clienti – con l’indicazione dei metodi che utilizzeremo per comunicare con i clienti, specificando la tipologia di relazione che intenderemo intraprendere con loro;
  • flussi di ricavi che prevediamo di raggiungere grazie ai valori offerti ai clienti con indicazione sulle modalità di pagamento, sulle preferenze e sull’influenza sul ricavo totale della Start Up;
  • risorse necessarie –  con l’indicazione di tutte le risorse di cui avremo bisogno per raggiungere i nostri obiettivi;
  • attività chiave – indicante tutte le attività da intraprendere per realizzare quanto proposto;
  • partnership – sezione in cui andremo ad indicare i partner su cui faremo affidamento, i fornitori, tutte le aziende con cui collaboreremo per raggiungere l’obiettivo;
  • strutture dei costi – dove indicheremo, in maniera precisa, costi fissi e variabili da sostenere prima ma, soprattutto, durante la realizzazione del progetto.

Be the first to comment

Leave a Reply

Your email address will not be published.


*