L’economia con uno sguardo al futuro

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L’idea di condivisione è ormai costantemente in diffusione tra le persone: con il mondo dei social tutto ciò è stato radicalmente amplificato, dando modo a chiunque di poter condividere qualsiasi cosa. Nel 2013 si iniziò a parlare anche di Sharing Economy, ossia unaa nuova filosofia destinata letteralmente a dar vita a una nuova era a livello mondiale. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e verso cosa proietta la popolazione mondiale presente e futura.

Sharing Economy: di cosa si tratta?

Un’idea basilare che però è bene ricordare fin da subito, è che l’economia di scambio tende a promuovere la condivisione di beni e servizi. La proiezione è sempre quella di un consumo collaborativo e di comunità, portando a una serie di indubbi vantaggi non soltanto economici, ma anche sociali e ambientali.

Per comprendere bene questo, si pensi all’esempio di alcune piattaforme online che sono davvero esplose nel corso del tempo, come Uber e Airbnb che hanno reso più accessibili a tutti determinati beni e servizi. si andrà verso la creazione di interi ecosistemi circolari, una possibilità vantaggiosa per le generazioni presenti e future da non sottovalutare.

Appare perciò evidente che il principio base è quello di creare nuovi servizi derivanti dallo stimolo di nuovi bisogni dell’utenza. Il che comporta cambiamenti radicali in alcuni settori come quello della mobilità o anche quello del turismo.

I capisaldi di un consumo capace di generare ricchezza

Per entrare nel dettaglio della Sharing Economy, è bene ricordare che ci sono alcuni punti di fondamentale importanza e che non possono certo essere sottovalutati. La prima cosa è una corretta promozione per lo sfruttamento delle risorse in maniera completa, così da avere il giusto background per offrire un servizio o un bene che rispecchi le esigenze delle persone.

Non possono mancare anche delle piattaforme apposite che diano modo agli utenti di conoscere queste nuove possibilità a loro disposizione. Ovviamente, chi vuole lanciarsi verso questo nuovo tipo di economia che guarda al futuro, non può fare a meno di considerare anche la gestione della circolazione dei beni, partendo dalle persone che dovranno essere gli utenti reali.

Oltre ovviamente a dover parlare della collaborazione necessaria tra i membri delle comunità per fare in modo da avere nel concreto un’economia di scambio e che punti alla condivisione di beni e competenze.

La Sharing Economy in Italia: la situazione

Andando a vedere quelli che sono i dati in merito alla Sharing Economy in Italia, si evincono alcuni elementi incoraggianti: la situazione non è al pari di altre zone del mondo, come l’America, ma si può guardare al futuro con cauto ottimismo.

Stando a quanto riportato dal Digital Economy and Society Index (Dise), sembra che una grossa penalizzazione per il Belpaese sia la mancanza di idonei strumenti tecnologici che possano viaggiare di pari passo con tale economia. All’interno dei paesi dell’Unione Europea il giro d’affari potrebbe essere di 560 miliardi, entro il 2025, non male anche per ristabilire un certo equilibrio nella situazione economica generale.

Ma chi potrà realmente fare da traino in un sistema del genere? Inutile sottolineare che le piattaforme che offrono la condivisione di servizi di trasporto, ad esempio, potranno fare da apripista per guardare a questa nuova e concreta possibilità davvero: si pensi a Car2Go, ma anche a Uber e BlaBlaCar che stanno dando una nuova visione di quello che è il servizio di noleggio veicoli in tutto il mondo. Un’ottima possibilità per un’economia di ultima generazione.

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